Quando è nato il primo albergo della Storia?

Come mai è stato costruito?

Spinti dalla curiosità di comprendere qual è stato il motivo che ha portato gli esseri umani a costruire gli alberghi e come è nato l’attuale concetto di hotel, abbiamo fatto una piccola ricerca sull’evoluzione storica dell’ospitalità.

Il nostro racconto inizia molto tempo fa, prima ancora di Giulio Cesare e dell’Impero Romano, e termina affacciandoci al futuro, in un mondo robotico e virtuale.

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Le origini.

Fin dall’antichità, nei principali centri di commercio e di culto, venivano creati dei punti di alloggio per accogliere la grande affluenza di viaggiatori e di pellegrini che si recavano alle cerimonie civili e religiose.

Al termine del loro lungo viaggio, a piedi o a cavallo, i pellegrini esausti cercavano un riparo per la notte. Mentre i più poveri si accampavano all’esterno, in tende e baracche, i più fortunati venivano ospitati al chiuso, in edifici e alloggi costruiti appositamente per l’occasione.

Il primo salto di “qualità” si ebbe durante l’Impero Romano, infatti i benestanti alloggiavano nelle “Taberne”. Queste botteghe, piccole e molto semplici, erano caratterizzate da un piano inferiore nel quale si trovava un’unica sala dove mangiare tutti insieme e da un piano superiore con poche ed essenziali camere.

In questi luoghi, oltre a mangiare, bere e riposare, gli ospiti potevano divertirsi con i piaceri del gioco e della compagnia delle cortigiane.

Visti come luoghi caotici, sporchi e frequentati da prostitute e persone poco raccomandabili, col tempo i viaggiatori cominciarono a prendere le distanze dalle taverne. Nacquero così, nel Medioevo, gli alberghi monastici per pellegrini: strutture private gestite da monaci che, grazie alla loro ospitalità, non solo offrivano un riparo ai viandanti ma soccorrevano i poveri e curavano i malati.

La trasformazione.

I primi alberghi più raffinati, con nomi propri e stili diversi, cominciarono a diffondersi solo nel ‘600.

Questi alloggi, chiamati “Locande”, erano intimi, modesti e spesso avevano una stalla annessa dove poter far riposare e foraggiare i cavalli. La locanda era frequentata principalmente dalla nobiltà e dagli imperatori e per questo motivo le camere venivano vendute ad un prezzo maggiore. Inoltre, in questi posti, gli ospiti potevano incontrare barbieri, maniscalchi, maestri di ballo, indovini e altri personaggi che offrivano i loro servigi.

Secoli dopo si ebbe l’evoluzione dei trasporti, dell’industria e della tecnologia che portò alla trasformazione del concetto di ospitalità ed accoglienza: il miglioramento delle tecniche di costruzione e di arredamento, la maggiore organizzazione e la presenza di veri professionisti nel “front-office” diedero vita all’attuale idea di Hotel.

Il futuro.

Arrivati a questo punto, cosa ci riserva il futuro?

In Italia e in Europa sta già prendendo piede l’idea degli “alberghi diffusi”.

Questo modello innovativo made in Italy nasce come risposta ad una domanda turistica incentrata sulla sostenibilità e il rispetto per l’ambiente, valorizzando i piccoli centri storici, i borghi o gli insediamenti rurali e montanari. Partendo da un servizio di accoglienza in una struttura centralizzata, vengono riutilizzati edifici vuoti e case abbandonate per la dislocazione delle camere, del ristorante e degli spazi comuni.

Mentre in Occidente si punta sempre di più alla riscoperta dei valori e delle relazioni umane, in Oriente, ed in particolare in Giappone, nasce il primo robot Hotel: un albergo interamente gestito da robot.

In questo lussuoso hotel a 5 stelle potete trovare un robot come portiere che vi aprirà la porta d’ingresso e vi farà accedere alla piccola Hall dove, alla reception, vi accoglierà un robot che vi farà il check-in tramite riconoscimento facciale.

Una volta terminato, un altro robot prenderà le vostre valigie e vi accompagnerà in camera dove, tramite assistenza virtuale, potete controllare l’intensità delle luci, l’accensione/spegnimento della tv o il riscaldamento.

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Non sappiamo ancora dove ci condurrà il futuro: verso un mondo di robot o verso una riscoperta di antichi valori… o forse un mix di entrambe le cose.

Nel frattempo, la Tenuta dell’Argento continuerà a portare avanti la sua personale idea di “Hotel”: un’oasi di relax per stare a contatto con la natura, dove il concetto di ospitalità ha il profumo della gentilezza e della semplicità.